Carissime e carissimi tutti,

come ogni anno tornano l’Avvento e il Natale, tempi liturgici che ci concentrano sul mistero del Verbo incarnato.

Siamo chiamati a rimettere a fuoco la nostra vocazione cristiana e il nostro speciale rapporto con Maria, la Vergine Madre, in lei e con lei possiamo inoltrarci nei sentieri dello Spirito per ascoltare le ineffabili armonie dell’Amore, che è Dio, e si rivela a noi attraverso un bambino appena nato «Ci è stato dato un figlio» (Is 9,5).

 

I tempi liturgici dell’Avvento e del Natale ci rimettono ogni anno nella contemplazione del mistero del Verbo incarnato nel suo mirabile incanto.

Ci commuove vedere Gesù piccolo sotto i nostri occhi, sostenuto dalle braccia di Maria, da cui ha preso la nostra natura umana.

Il mistero continua nel tempo, anche oggi, il Verbo continua a incarnarsi in noi sue membra, unite a Maria, sua Madre, fino a diventare in lei e con lei “unica Madre” di Cristo in noi e fra noi.

Il Verbo si fa carne in noi fatti sua dimora se lo amiamo, fra noi se ci amiamo reciprocamente in lui.

Il Verbo si è fatto carne a Betlemme, a Nazareth, e abbiamo visto fra noi un uomo, dal cuore palpitante d’amore. Quest’uomo è la Parola che si è manifestata a noi fino all’abbandono della croce e all’alleluia della risurrezione.

La seconda Persona della Trinità, la Sapienza eterna si è racchiusa nel corpicciolo di un bambino appena nato e ha raggiunto il suo “misterioso splendore” nel corpo esanime del Crocifisso.

Il Verbo si fa carne, ancora oggi, in noi, membra della sua Chiesa in intima comunione con Maria.

In noi Gesù continua a vivere, in ogni tempo, rinnovando la sua passione.

Maria e la Chiesa, Maria e noi, noi con la Madre, noi nella Madre siamo un solo mistero d’amore in Cristo Signore che ci porta in sé fino alla gloria della Vita senza fine.

La nostra vocazione cristiana è essenzialmente “mariana”, siamo tutti chiamati a lasciarci, per così dire, “vivere” da Maria per continuare a generare Cristo in noi e fra noi; solo in lei presente in noi, solo sul suo silenzio, la Parola fatta carne torna a parlare. Vivere in comunione con Maria ci fa capaci di amare Gesù col cuore della Madre, diventiamo capaci di riconoscere la presenza di Cristo in ogni fratello e in ogni sorella che incontriamo, in ogni persona che ci viene affidata, diventiamo capaci di vivere un amore materno verso tutti, a cominciare dai più deboli e fragili.

Solo così, nel nostro mondo, schiantato da tanti mali, può instaurarsi la pace, solo così può regnare la gioia, solo così anche il dolore e la morte diventano varco alla Vita che non muore.

Se amiamo Maria, insieme con lei, quasi sua mistica presenza qui in terra, possiamo scoprire la bellezza dell’infanzia spirituale e, parole nella Parola, possiamo vivere fra noi la comunione trinitaria che il Verbo incarnato viene a parteciparci.

Il volto di Maria con la sua ineffabile dolcezza ci svela la tenerezza “increata” dello Spirito consolatore, che invade e vivifica i nostri cuori.

L’Amore increato, lo Spirito Santo, soave come una madre, ci conduce sulla via della santità, unisce i nostri cuori in Cristo portandoci all’unità. Se siamo così uniti, Maria opera fra noi e lo Spirito ci fa una cosa sola in Gesù, per la gloria del Padre.

Non ci resta che amare Gesù col cuore della Madre, in comunione con lo Spirito consolatore, e sarà per noi Natale ogni giorno, ogni momento.

Essere cristiani significa essere “mariani”, lasciare che Maria prenda posto nella nostra vita interiore fino al punto di lasciarci quasi vivere da lei. La grandezza di Maria sta nella sua umiltà, nel suo scomparire, nel suo silenzio nel quale Gesù, la Parola fatta carne, può parlare liberamente.

In tutta la vicenda di Gesù di Nazareth, Maria è costantemente presente accanto a lui dalla nascita al Calvario, ma è il Figlio che viene in rilievo, quasi non ci accorgiamo di lei nel suo scomparire. Anche noi se ci svuotiamo del nostro io perché sia Gesù a parlare o ad agire in noi e attraverso noi ci sintonizziamo sull’esperienza di Maria. Se poi ci amiamo scambievolmente, rinnegando noi stessi per fare spazio a Gesù fra noi, “riviviamo”, per così dire, Maria tutti insieme, Gesù nasce fra noi.

Se facciamo il vuoto dentro di noi per amare Gesù presente in noi, negli altri, fra noi, riviviamo Maria, siamo lei per partecipazione.

Nella via dell’infanzia spirituale Maria ci condurrà da piccoli nel cammino della santità e l’incarnazione del Verbo continuerà sul nulla di noi, in noi uniti alla Madre nello stesso amore verso l’Unigenito.

Davanti alla bellezza del mistero del Verbo incarnato mi viene infine più facile ricorrere al linguaggio poetico nel tentativo di esprimere l’inesprimibile attraverso la poesia.

 

E il Verbo si è fatto carne

 

La Parola si è fatta carne

vibra nel cuore di un uomo

che palpita d’amore,

che scoppia in lacrime

davanti alla morte di Lazzaro,

che sorride e che spera,

che fatica e che ama,

nelle distese della Palestina.

La Parola si fa uomo.

 

La Sapienza eterna

è racchiusa nel corpicciolo

di un bimbo appena nato,

disteso in una mangiatoia.

La sapienza risplende

nel corpo esanime

di un crocifisso

abbandonato sulla croce

di tutti i secoli.

 

L’Amore ha incontrato il dolore,

la Vita e la morte

si sono incontrate

in un prodigioso duello.

Ha vinto la Vita.

Ha vinto l’Amore.

Il cuore di carne di Dio

si dà a noi gementi

nella valle di lacrime

di questa terra di esilio.

 

Il Verbo si è fatto uomo,

prendendo la carne da Maria;

ha reso immacolata sua Madre,

primizia della nuova creazione.

Il Verbo si fa carne

in ogni tempo

in noi, sua Chiesa,

sue membra viventi

in intima comunione con Maria.

 

Chi fa la volontà del Padre

è per Cristo

fratello, sorella e madre;

quasi unica Madre,

insieme, con e in Maria,

nuova concezione immacolata

attraverso la purificazione e la santificazione del tempo…

La Vergina e la Chiesa,

lei e noi,

unica Madre

del Verbo che si è fatto carne

e continua a farsi carne

nel tempo.

 

In noi oggi

la Parola parla ancora.

In noi oggi

il Crocifisso geme ancora

continuando la sua passione.

In noi oggi

la Vita torna a vincere la morte

e la gioia del Risorto

risplende nelle sue membra.

 

Maria e la Chiesa,

un solo mistero d’Amore.

Maria e noi,

noi con la Madre,

noi nella Madre…

E il Verbo si fa carne

in Maria…

 

 

 

  1. Nunziella

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