MAGGIO 2022

Carissime e carissimi tutti,

siamo ancora in pieno periodo pasquale, mi sembra bello perciò dedicare questo Punto luce alla contemplazione di Gesù risorto, fondamento della nostra fede e della nostra speranza per opera sua abbiamo ottenuto la remissione dei peccati. Egli, morto per noi, non ha subito la corruzione e, glorificato dal Padre, è diventato principio di risurrezione e di vita nuova per tutti noi e per l’intero cosmo.

La risurrezione di Gesù è l’inizio della Nuova creazione, nella quale anche la materia si ordinerà allo spirito in perfetta armonia. Cristo risorto è il nostro futuro e quello dell’universo, egli è per sempre il pane dato per noi, l’Amore del Figlio di Dio espresso anche umanamente nel supremo dono di sé sulla croce, la morte datrice di vita, eternizzata nella gloria della risurrezione. L’umanità di Gesù glorificata è resa partecipe della divinità del Verbo di Dio.

La risurrezione coinvolge tutta la storia dell’umanità e dell’universo.

Proviamo, allora, a inoltrarci nella contemplazione di questo grande mistero, facendoci guidare dalla Parola di Dio.

 «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede» (1Cor 15,17), così afferma san Paolo ponendo subito dopo, proprio nella certezza della risurrezione, il fondamento della nostra fede in Cristo Gesù.

Le apparizioni del Risorto ai pochi testimoni, che Dio ha scelto per manifestarsi, ci mostrano chiaramente che non siamo davanti a un “risuscitato” che tornerà a morire, come nel caso di Lazzaro, ma davanti a una persona che vive in un’altra dimensione: Gesù risorto penetra a porte chiuse, ma si lascia toccare, non è un fantasma; siede a tavola coi discepoli di Emmaus, ma scompare allo spezzare del pane; nessuno lo riconosce al suo apparire, Maria lo scambia per l’ortolano, solo all’accendersi della luce interiore della fede da lui suscitata, egli si fa riconoscere.

Tutto mostra che non ci troviamo davanti a esperienze mistiche dei vari protagonisti, ma davanti a veri e propri incontri con una persona vivente, che li sorprende e sconvolge.

La risurrezione di Gesù non è un miracolo sia pure straordinario, ma un mistero che coinvolge tutta l’umanità e l’intera creazione.

Se Cristo è risorto anche noi risorgeremo, perché in lui tutti riceveremo la Vita eterna (cfr. 1Cor 15,22).

C’è da chiederci con quale corpo risorgeremo.

A questo proposito san Paolo così spiega nella prima lettera ai Corinzi: «Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito e a ciascun seme il proprio corpo» (1Cor 15,36-38).

La risurrezione di ciascuno di noi implica per Paolo un atto creativo di Dio, che darà a ciascun seme il proprio corpo ormai libero dai condizionamenti terrestri, come egli stesso precisa: «È seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità, è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale» (1Cor 15,42-44).

L’identità personale di ciascuno di noi permane e il corpo glorioso, nella sua trasformazione, diventa un corpo spirituale, ma non un semplice spirito privo di materia, questa semmai viene purificata da ogni imperfezione per partecipare alla vita divina. La risurrezione è la divinizzazione di tutta la persona umana integralmente presa.

Solo nel mistero di Gesù risorto è possibile, però, spiegare o balbettare qualcosa di questa sublime realtà.

La risurrezione di Gesù è la sua entrata in una dimensione nuova, non soggetta allo spazio e al tempo.

La morte di Gesù assunta da lui non pone fine alla vita, ma fa morire la morte, diventando varco della risurrezione che non avviene dopo la morte, ma nella morte stessa.

È lo stesso Gesù crocifisso morto in croce che viene glorificato nell’unità anima-corpo, ricevendo un’esistenza pienamente umana, ma diversa da quella terrena. Nella risurrezione di Gesù, Dio inaugura la Nuova creazione, non più dal nulla, ma dalla realtà di Cristo storico. Alla creazione subentra la Nuova creazione a partire da Gesù risorto.

Se consideriamo il corpo umano in se stesso, va a questo punto precisato che esso, nella sua realtà fisiologica e biologica, soggetta alla crescita e alla decomposizione, costituisce per ogni persona la possibilità di esprimere la vita dell’anima e di intavolare relazioni con Dio, con gli altri e con il creato.

La risurrezione ricomporrà per ciascuno di noi il rapporto armonioso corpo-anima e la piena vita relazionale con Dio, con gli altri e col cosmo. Nella risurrezione la materia trasformata non farà più ostacolo allo spirito umano.

Noi viviamo condizionati dallo spazio e dal tempo, il nostro corpo ci mette in rapporto con tutti e con tutto, è centro di relazioni col cosmo, del quale siamo parte, pur tendendo a dominarlo.

Gesù risorto domina l’universo, non è più condizionato dallo spazio e dal tempo, ma contiene in se stesso tutta l’umanità e il cosmo, egli è presente corporalmente ovunque, tutto riempie di sé, tutto contiene in sé, tutto penetra e vivifica.

Il corpo di Gesù, durante la sua esistenza terrena non è mai stato di ostacolo alla vita dello spirito, ma ha partecipato pienamente al dono totale di sé al Padre e a noi tutti fino alla morte.

Il sacrificio della croce liberamente accettato ha trasformato la morte in vita piena, quella del Figlio di Dio. La morte d’amore del Crocifisso è eternizzata dalla risurrezione, assunta da Cristo è “divinizzata” e dona la vita.

Gesù risorto è anche umanamente, nel suo essere corporeo e spirituale, il Figlio, la sua umanità glorificata è resa partecipe della divinità del Verbo.

La risurrezione di Gesù non è, però, un fatto personale, che riguarda solo lui, ma ha un risvolto cosmico, è il compimento della storia della salvezza e del disegno di Dio sull’umanità e sul creato.

Tutta la creazione, come ben spiega san Paolo, attende con impazienza di essere liberata dalla corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio (cfr. Rom 8,19-22); la creazione attende la Nuova creazione: i cieli nuovi e la terra nuova (cfr. Ap 21,1).

Il Risorto è il fine della storia; egli salendo al Cielo, alla destra del Padre, non si allontana da noi, anzi il Cielo è lui stesso che tutto contiene in sé. Egli è presente all’universo in modo nuovo, egli è presente a noi in modo intimo e profondo.

Risorgendo, Gesù ci porta con sé, egli è con noi sempre, la Parusia non sarà la sua venuta definitiva, quasi il suo ritorno, ma la sua manifestazione, perché Gesù non è assente dal mondo ma presente in modo nuovo, in forza della sua risurrezione.

Gesù risorto è presente all’umanità di tutti i tempi, egli contiene in se stesso ogni tempo e ogni spazio, è il centro della storia; nel suo corpo glorioso gli uomini e le donne di tutti i luoghi e di tutte le epoche possono radunarsi e ritrovarsi in unità.

La comunione di tutti in Cristo è stata pagata da Gesù crocifisso ed è iniziata con Gesù risorto. L’unità è la caratteristica distintiva dell’umanità nuova.

Il Risorto, però, è anche causa della ricapitolazione universale del cosmo, creato da Dio per noi; c’è un legame indissolubile fra noi e la creazione.

La creazione tende alla sua liberazione; Gesù risorto quale fine ultimo a cui il cosmo è ordinato, esercita fin da ora la sua influenza e il suo influsso sul mondo, salendo al Cielo, si è reso vicino a noi e al cosmo in modo nuovo.

Con la risurrezione di Gesù l’umanità e il creato sono già entrati in Dio nel corpo del Risorto, è così iniziato il ritorno della creazione nel seno del Padre, che si compirà nella Parusia.[1]

 

sr. Nunziella

 

 

SLOGAN: Nel Risorto ci muoviamo e siamo, cerchiamo le cose di lassù.

 

[1] Cfr. G. Rossé, La risurrezione di Gesù in Nuova Umanità I (1979) 4/5, pp. 51-72.

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