"... nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi" (1Pt 4,13)

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Non di rado, quando ci capita di vivere dei momenti difficili, ci blocchiamo e rischiamo di non capire più niente. Abbiamo paura del dolore, eppure la vita è costellata di gioie e di pene ed è inevitabile incontrare, prima o poi, qualche difficoltà.

Gesù, amandoci immensamente, non ci ha voluti lasciare soli e, a parte il peccato, per il resto ha condiviso in tutto la nostra condizione umana, fino a soffrire e morire su una croce. Essendo però la Vita, ha vinto la morte; ciò significa che il dolore, grazie a Gesù Crocifisso, è diventato un mistero d'amore, come ben dicono le parole di un canto:

"Sotto ogni dolore dorme l'Amore,

il bacio dell'Amore bello lo risveglierà".

Proprio così, ogni dolore, piccolo o grande, racchiude e nasconde in sé l'Amore; ma solo l'Amore bello, cioè lo Spirito Santo in noi può darci il coraggio di non aver paura del dolore e di scoprire, sotto il velo di qualunque sofferenza, la presenza di Gesù  Crocifisso, che, da vero Sposo dei nostri cuori, ha saputo caricarsi di tutte le nostre sofferenze e del peso dei nostri stessi peccati, per liberarci e darci il suo amore. Sulla croce egli ci ha manifestato l'immenso amore di Dio per noi.

"Il bacio dell'Amore bello" è, allora, l'impeto della nostra risposta d'amore, che ci fa, per così dire, trovare amabile il dolore, perché abbiamo scoperto che anche lì, e soprattutto lì, c'è Gesù, che ci ama come non mai. I santi hanno fatto quest'esperienza e sono giunti a essere contenti di soffrire, non per la sofferenza in sé, che è sempre qualcosa di negativo, ma per l'amore che in essa hanno scoperto.

Vorrei spiegare con una favola, come fare per non bloccarci davanti al dolore, che spesso ci fa paura. E' abbastanza noto il racconto della Bella e della Bestia.1 C'era una volta un bel principe, che da una fata era stato trasformato in una bestia; la fata gli aveva detto che sarebbe ridiventato principe il giorno in cui una bella fanciulla, senza impaurirsi del suo aspetto, l'avesse amato fino a dargli un bacio.

E' chiaro il senso della fiaba: la bestia era brutta da vedere, ma in realtà era un bellissimo principe; così il dolore spesso ci sorprende, ci fa paura, ma in esso c'è Gesù, che  viene a visitarci col suo amore. Davanti a ogni sofferenza, di qualunque genere, rivolgiamoci allora a Gesù dicendo: "Sei tu! Sei tu, Gesù, che mi ami!". La bella ha fatto così: invece di spaventarsi della bestia, l'ha amata; anche noi, in un certo senso, amando il dolore, scopriamo che è amore, proprio come la fanciulla della fiaba che, col suo bacio, ha rotto l'incantesimo e ha visto davanti a sé il suo principe.

Il dolore, che ci assale, è il velo, sotto cui Gesù si nasconde; a noi di scoprire il suo volto, dicendogli: "Ti voglio bene!"; come la bella, godremo, allora, contemplando la bellezza del nostro principe, cioè del nostro Sposo, pazzo d'amore per noi, al punto da farsi crocifiggere per portarci con sé, nello splendore della comunione trinitaria.

Cos'altro è questo, se non Amore bello, capace di farci sorridere, anche fra  le lacrime!?

Quando ci accorgiamo di soffrire, raccogliamoci allora un momento nel silenzio del nostro cuore, per farci condurre da Maria e dallo Spirito Santo ai piedi del Crocifisso, misteriosamente presente in quel nostro dolore; non esitiamo a dichiarare a Gesù il nostro amore, offriamogli volentieri il nostro dolore; troveremo, così, la forza di tornare a fare quello che ci attende nella vita concreta con nuovo slancio; sperimenteremo dopo ogni prova una piccola risurrezione.

 1Fiaba di un anonimo del '500.


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