Lunghezza-Roma, ottobre 1973

... Sì, voglio amare tanto al punto da suscitare nel prossimo l'amore che mi ricambia, cioè da "Gesù a Gesù". Il Maestro non ha detto: "Ama il tuo prossimo", ma: "Amatevi a vicenda". È "come corpo" che dobbiamo rispondere al suo amore, la risposta a lui è l'amore scambievole. Pensare ad amare io il prossimo, senza preoccuparmi se anch'egli ama, è non tenere al suo bene; non è Cristianesimo, ma ascetismo, ricerca di santità personale sterile. Quanto è vero che la nostra è una rivoluzione d'amore, siamo nell'esercito di Maria, la condottiera, in campo di battaglia e nessuno combatte per perdere, ma per vincere. Quale rivoluzionario ha mai detto: "Beh! Io faccio tutta la mia parte, poi se perdo, pazienza!". Egli lotta fino alla fine per la vittoria; così noi dobbiamo lottare per conquistare i cuori all'Amore, senza stancarci, mitragliandoli d'amore, amandoli di più quando meno corrispondono. 


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