La seconda domenica di luglio, a Palermo, è ormai tradizione il Convegno Mater Amabilis, organizzato dalle Suore del Bell’Amore all’insegna della comunione trinitaria e della celebrazione dei valori della maternità e della paternità. Quest’anno il Convegno, giunto alla sua undicesima edizione, si è svolto nella splendida cornice del Teatro Savio e della sua pineta, accogliendo partecipanti provenienti da diverse regioni d’Italia oltre che da varie città siciliane, dalla Germania e persino qualcuno originario del Libano.

La giornata si è aperta con la Santa Messa, seguita dal pranzo in pineta, per poi continuare con momenti di gioco per i più piccoli e i giovani, e con spazi di dialogo e allegria per gli adulti. Nel pomeriggio, nella sala climatizzata del teatro, si sono alternati diversi momenti di condivisione. Suor Silvia, che di recente ha emesso i voti perpetui, ha raccontato la sua storia vocazionale. I giovani di Naso hanno testimoniato la loro esperienza di comunione durante i pomeriggi estivi in stile campo scuola, vissuti nel convento delle suore. Altri ragazzi hanno invece dato voce ad alcune poesie di mamma Lilla, madre di suor Nunziella: componimenti semplici, scritti con il cuore e colmi di vita vera, che nel tempo sono stati raccolti e pubblicati. Fino all’importante momento della consegna dei Premi “Mamma Lilla” e “Papà Pasqualino”, assegnati a donne e uomini che hanno vissuto la vocazione alla maternità e alla paternità, nel loro specifico contesto, sebbene nell’ordinarietà della vita. Quest’anno i riconoscimenti sono andati alla Professoressa Marianna Gensabella, già ordinario di Filosofia morale all’Università di Messina, la quale ha dedicato la sua ricerca anche alla bioetica, lasciandosi interrogare dal mistero della vita, soprattutto laddove manifesta la sua fragilità e vulnerabilità. A ricevere il riconoscimento anche l’esperienza imprenditoriale del Geom. Giuseppe Maria Di Gesù, che ha cercato di fare imprese nel rispetto dei valori umani, della giustizia e della legalità, attento alla centralità della dignità umana e delle relazioni come orizzonte di senso dell’economia. Un vero dono è stata, poi, l’esperienza condivisa dalla famiglia Maniaci, che ha fatto, dell’accoglienza della fragilità espressa dalla scoperta di una grave malattia rara del figlio, l’occasione di un autentico cammino umano e cristiano.

A coronamento della giornata, il messaggio conclusivo di suor Nunziella: partendo dalle molteplici dimensioni della maternità e della paternità, ha messo in risalto la tenerezza di Dio e di Maria, invitando ciascuno a diventare portatore della tenerezza di Dio nel mondo.

Per finire anche qualche canto tradizionale dedicato a tutte le mamme e a tutti i papà da parte di tutte le suore radunate sul palco. In un clima di festa ci siamo così dati appuntamento al 12 luglio 2026 a Palermo.

Cristiana F. e sr. Daniela P.

Il 29 giugno è festa per la professione perpetua di sr. Silvia! A Palermo, nella Chiesa dell’Istituto Don Bosco Ranchibile dei Salesiani, ha infatti pronunciato il suo sì per sempre, donando senza riserve la sua vita a Gesù!

La chiesa del Ranchibile, dove sr. Silvia insegna religione ai ragazzi del liceo, si è presto riempita di suore, parenti, amici, colleghi e alunni. Un’assemblea variegata radunata da Palermo, da Messina, sua città natale, da varie parti della Sicilia dove l’Istituto e persino dalla Germania.

A presiedere la celebrazione è stato don Domenico Saraniti, Ispettore dei Salesiani di Sicilia - e già direttore del don Bosco- Ranchibile. Una celebrazione solenne e partecipata.

Abbiamo visto sr. Silvia prostrarsi, emettere per sempre i suoi voti di obbedienza, castità e povertà alla sequela di Gesù, ricevere la fede, segno della fedeltà di Dio, ricevere l’abbraccio di tutte le suore dell’Istituto presenti, in segno di aggregazione perpetua alla famiglia religiosa nella quale Dio l’ha invitata a seguirlo. Ad accompagnarla all’altare, altro segno eloquente della celebrazione, sono stati mamma Tiziana e papà Massimo, che hanno offerto a Dio la propria figlia… offrire a Dio ciò che si ha di più caro e poterlo fare con gioia è la prova di quel centuplo che Dio ha promesso a chiunque avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, figli, campi per il suo nome.

A conclusione della celebrazione – che ha proseguito senza problemi nonostante sia mancata la luce - sr. Nunziella, ringraziando tutti i presenti che avevano contribuito in vario modo a rendere bella la celebrazione, ci ha fatto notare che momenti come questo sono come la lampada sul moggio in un tempo in cui il buio dei conflitti sembra volerci togliere la speranza! Per continuare a fare festa insieme ci siamo poi trasferiti a Casa Madre, per condividere la gioia di questo sì… possa sr. Silvia continuare a cantare con la sua vita la bellezza e la gioia della comunione!

 

 sr. Patrizia A.

Milioni di giovani in cammino per le strade di Roma; tanti chilometri, segnati dal contapassi del cuore. Un cammino di speranza orientato verso Gesù, vera luce che brilla anche nelle tenebre di questo nostro tempo. A Roma, fiumi di giovani, fieri di sventolare le loro bandiere, con l’orgoglio sano di chi sa che le differenze non definiscono i nemici, ma sono una possibilità per incontrare il diverso da sé fuori dalla propria solitudine. Come di rito ci si scambia oggetti, si firmano le magliette, ognuno desidera portare con sé un ricordo dell’esperienza di essersi sentiti, almeno per qualche giorno, tutti fratelli, amici, umani, custodi dell’immagine di Cristo. Tra questi giovani c’eravamo anche noi, provenienti da Palermo, Messina e Monaco di Baviera: un piccolo gruppo ma di diverse nazionalità e diverse lingue. Siamo arrivate in aereo, qualcuna in treno, abbiamo partecipato ad alcuni eventi organizzati in città, siamo salite su metropolitane gremite di giovani e della loro allegria. Ci siamo immerse nella marea di ragazzi in cammino verso il Circo Massimo, per accostarci al sacramento della Riconciliazione.

Il clou è stata l’esperienza di Tor Vergata, dove una distesa immensa di persone ha sperimentato come si possa avere il cuore pieno con poco o quasi niente di materiale. Fino a tarda sera arrivavano gruppi che trovavano posto ormai anche fuori dai reparti predisposti, e risuonavano canti, balli e risate fino ad un momento speciale: la veglia con papa Leone e l’esposizione del Santissimo. Oltre un milione di giovani vivace e in movimento ha saputo fermarsi, fare silenzio. Sotto i nostri occhi, Gesù ha fatto dei tanti “un cuor solo e un’anima sola”, un’immagine profetica. Alcuni dei ragazzi venivano da Paesi in guerra e per una notte a svegliarli non sono state le bombe, ma il tenero “scherzo” di una pioggia improvvisa che non ha rovinato la notte sotto le stelle. Il mattino del 3 agosto, la celebrazione eucaristica ha sigillato un’esperienza di vita cristiana che difficilmente potrà essere dimenticata.

Ecco l’eco di alcune delle giovani del nostro gruppo:

“La mia esperienza al Giubileo a Roma nel 2025 è stata incredibilmente toccante. Particolarmente suggestiva è stata la notte a Tor Vergata, dove abbiamo dormito tutti insieme e si è percepito fortemente questo senso speciale di comunità. La Messa del mattino presto con il Papa è stato un momento indimenticabile e intenso, che mi ha profondamente commosso”. Sibella, 18 anni.

“È stato per me un viaggio meraviglioso! Ho portato con me molto a livello personale e, soprattutto, ho trovato molto bello parlare con il sacerdote durante la confessione, anche se avevo sempre avuto un'idea diversa della confessione. Quel momento mi ha fatto vedere le cose sotto una nuova luce. Oltre all’incontro con persone diverse, è stato molto bello anche il discorso del Papa”. Mariam, 20 anni.

“Le giornate trascorse a Roma in occasione del Giubileo dei giovani si sono caratterizzate per la forte esperienza di grazia, fraternità e comunione che ho sperimentato. Vedere tutti quei giovani provenienti da ogni parte del mondo, tutti lì per qualcosa o, meglio, per Qualcuno, ha cambiato il mio modo di vivere il mio cammino di fede. Mi sento meno sola e unita spiritualmente ai tanti fratelli e sorelle che ovunque cercano di costruire il Regno di Dio. Sono partita con la speranza di trovare tante risposte alle domande che da tempo mi pongo sulla mia vocazione. Sono tornata con tante risposte, con altrettante domande e con una forte consapevolezza di ciò che conta davvero. Credo che la mia esperienza al Giubileo possa essere riassunta da una frase del Papa stesso pronunciata durante la Veglia a Tor Vergata: “Non si sceglie mai qualcosa, ma Qualcuno.” Ho fatto esperienza della Bellezza e della Bontà del Signore insieme alle sorelle, compagne di viaggio e di cammino che ha messo al mio fianco. Sono tornata con un cuore nuovo e con molto più di ciò che mi aspettavo di ricevere”. Morena, 19 anni.

Nei giorni tra l’8 e il 12 agosto la comunità del Noviziato ha vissuto un momento di ritiro nei luoghi di Chiara e Francesco. I nostri due austeri amici ci hanno aiutato ad approfondire la nostra specifica scelta dell’Amore, svelandoci la loro: farsi poveri per scoprire e abbracciare la vera ricchezza, che è Dio.

La Basilica di s. Francesco; la Basilica di s. Chiara; la chiesa e il convento di s. Damiano, luogo in cui nel momento più doloroso della sua malattia, Francesco sentì di dover lodare Dio con il cantico delle Creature; il Santuario della Spogliazione, dove abbiamo potuto sostare in preghiera davanti al giovanissimo Carlo Acutis; l’Eremo delle Carceri; la casa paterna di s. Francesco e quella di s. Chiara; la Cattedrale di s. Rufino e infine la Porziuncola a s. Maria degli Angeli hanno segnato il nostro itinerario alla scoperta dello stretto legame che intercorre tra povertà e bellezza.

Un ringraziamento particolare va al Monastero s. Giuseppe delle Benedettine, che ci ha accolte con amore e alla Madre Abbadessa, Madre Cecilia, che ci ha fatte sentire a casa.

Tra le altre sorprese inaspettate, giorno 11 agosto abbiamo potuto partecipare alla solenne celebrazione per la festa di s. Chiara nella sua “casa”, insieme alle Clarisse, sue figlie, ai frati e a tanti fedeli provenienti da tutto il mondo; lì abbiamo persino ricevuto una benedizione particolare da Sua Eminenza il Cardinale Matteo Zuppi, che ha presieduto la s. Messa. A conclusione abbiamo salutato per l’ultima volta s. Chiara nella cripta, affidando a lei il nostro cammino e quello di tutti coloro che desiderano seguire Gesù lasciando per Lui tutto il resto.

Federica

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