6 marzo 1974

 

P. M., in una lezione, ha detto che alla fine Cristo ricapitolerà in sé tutto, anche l'universo. Che bello! Anche don G., in un'omelia, ha detto che questa terra e questo cielo non saranno distrutti, ma trasformati.

L'altra sera mi è ritornato nell'anima Francesco, stiamo meditando e studiando la povertà. All'improvviso, mentre tornavamo a casa, mi è venuta in mente la figura del santo nudo, quando abbandona il padre, ho intuito in questo una pienezza di vita e di libertà. Qualche ora prima avevo dato a un povero quasi tutto quello che avevo nel borsellino restando con pochi spiccioli. Povertà e comunione col creato vanno insieme.

Ho letto, di recente, che "nulla è nostro e noi possediamo tutto: il Cristo…, il mondo e la creazione che noi riceviamo da lui come un dono del Padre celeste.

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