MARZO 2019 - VITA DI COMUNIONE. Condizioni ed esigenze concrete

Carissime e carissimi tutti,

eccomi di nuovo a voi, questa volta vorrei approfondire con voi alcuni aspetti fondamentali della "via dell'Amore" relativi alla concretezza della vita quotidiana. Non è, infatti, possibile "amare con l'Amore e non col nostro amore", se non impariamo a fare silenzio dentro di noi per ascoltare Dio che ci parla attraverso la voce della coscienza. Non va, poi, dimenticato che per fare la volontà di Dio dell'attimo presente dobbiamo sempre tener conto dello "spazio, del tempo e della modalità" relativi a ogni azione, diversamente peccheremo di spiritualismo e non arriveremo allo scopo che ci prefiggiamo.

Per amare concretamente non possiamo ignorare certe condizioni indispensabili del nostro vivere. È un cammino umano oltre che spirituale, che siamo chiamati a intraprendere con impegno e libertà.

 

Restandovi unita in Gesù e Maria,
vostra sr. Nunziella

AUDIO: VITA DI COMUNIONE.Condizioni ed esigenze concrete.mp3

Baida, 29 aprile 2001 Incontro dei Cenacoli del Bell'Amore
Conversazione - Trascrizione da registrazione

 Ogni volta che lo Spirito Santo decide di aprire nella Chiesa una nuova via di santità per rendere più facile il cammino della Vita e l'accesso a Dio, lo fa sempre senza distruggere nulla del passato, in piena comunione con la storia e anche con una buona prospettiva di futuro. Siamo, quindi, qui come dei piccoli appena nati, o come un bambino appena nato, una bambina appena nata, ma bambina o bambino grati alla Chiesa, alla storia del passato, perché nulla nasce come un fungo, nella Chiesa di Dio. È proprio del bambino avere tutta la vita davanti a sé; la persona anziana già pensa di dover contare i suoi giorni, mentre una nuova realtà, una nuova famiglia religiosa non conta ancora i suoi giorni, perché è all'inizio, ha, però, una grande necessità, di scoprire, non di riscoprire, come nel caso di vecchie istituzioni, che vogliono ritornare alle origini; qui non c'è un ritorno alle origini, qui c'è un'origine, dunque c'è la necessità di scoprire la grazia che Dio ha gettato su questa terra, per questo secolo e per i secoli che verranno.

Non posso, in poche ore, pensare che riusciremo ad esplorare que­sta grazia, perché ci vorrà tutta l'eternità, possiamo, però, almeno cogliere qualcosa.

Amore bello significa Dio, che è Amore; quando ci si vuol bene, profondamente, intensamente, non succedono spesso, fra fidanzati, fra marito e moglie, tante complicazioni? O no? E sono tutte causate dal volersi bene!… Sono tutte sofferenze, prove di persone che vo­gliono bene e sperano di essere ricambiate.

Ecco, tutto questo non è il mondo dell'Amore bello, perché l'Amore bello non è il nostro sentimento, ma Dio, che è Amore. C'è una dif­ferenza enorme tra amare e essere l'Amore in persona. Se io sono suor Nunziella, che fatica debbo fare per essere suor Nunziella? Nessuna, sono io, alta così, con questa età… sono io! Ecco!

Dio non fa nessuna fatica ad essere Dio. È lo stesso che dire che l'Amore in persona, che è Dio, non fa nessuna fatica ad essere l'Amore, è l'Amore! Se, invece, noi facciamo tanta fatica ad amare, è segno che non siamo l'Amore in persona, sennò basterebbe respirare per essere l'Amore… Forse un giorno diventeremo così, in Paradiso.

Allora, per prima cosa vi domando di non preoccuparvi neanche di volere bene.

Provate a fare un po' di igiene mentale, che io chiamo, in termini spirituali, silenzio interiore.

Non basta, non dovete nemmeno conservare in voi la preoccupazione di non pensare, …distensione piena, senza neanche preoccuparvi di essere distesi, perché non c'è peggio di chi vuole essere disteso. Questa è la condizione indispensabile, propedeutica per entrare nella via dell'Amore, e ogni volta che vi arriva, per quelli che lo seguono, un Punto luce, se prima non fate un esercizio di rilassamento di questo tipo, il Punto luce sarà inefficace e non capirete quello che vi voglio dire. Quindi, prendetevi, nei vari gruppi e nelle varie postazioni dei Punti luce, il tempo sufficiente, ogni volta - può essere un minuto, tre, dieci, un quarto d'ora - per tentare di vivere questo relax, che rende la persona veramente recettiva, capace di accogliere l'Amore in sé.

A questo punto, è chiaro che l'Amore che è Dio, Padre, Figlio, Spirito Santo, vuole venire in noi, dentro di noi, ecco il senso dell'Incarnazione. Voi sapete che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno una gran voglia di venire a stabilirsi dentro di noi e che se noi ci apriamo ad ac­coglierli, vengono, se li amiamo, nel senso che mettiamo a tacere il nostro amore umano, inficiato da tanti lati manchevoli e facciamo silenzio dentro di noi come con un'unica volontà: quella di fare spa­zio… (silenzio significa che sgomberiamo come quando togliamo tutte le cose in disordine in una casa) fare spazio a Dio Amore che viene e vuole amare in noi.

A questo punto, dovremmo riuscire, almeno per qualche minuto, a sperimentare che cosa vuol dire essere talmente in armonia con la voce di Dio che ci parla nella coscienza, da fare ogni istante, nel rapporto con l'altro, nel rapporto con la creazione, con noi stessi, con la storia, con la vita, quello che la voce della coscienza ci suggerisce, per permettere a Dio di amare in noi e noi di amare sintonizzati su Dio. Tutto il resto è amore umano e non ci interessa. È come cambiare stanza…

Per arrivare a fare quest'esperienza, dovremmo riuscire a mettere in pratica, ad incarnare l'Amore bello nella vita di tutti i giorni, a percorrere questa via di santità, che è via di comunione, in modo concreto, non solo a contemplarne la bellezza o ad ascoltare me, più o meno contenti, per un po' di tempo. E poi? Tutto ritorna come prima.

Per questo vi parlerò degli aspetti concreti, di cui bisogna tener conto, per vivere l'Amore bello, aspetti concreti che, in modo sintetico, riguardano l'intera nostra vita quotidiana, escluso niente, da quando andiamo a pregare, a quando dormiamo, a quando andiamo a la­varci, da quando siamo alla partita, a quando siamo nell'assem­blea della nostra associazione politica, a quando siamo con i bambini a giocare, o sulla motoretta, o sulla nave o sull'aereo…

Se Dio non entra dappertutto e in tutti gli angoli della nostra vita, Dio non è Dio nella nostra vita.

La nostra vita è amore ed è veramente vita di comunione se viviamo in comunione con Dio; se la nostra vita personale è chiusa in se stessa, se la viviamo solo per noi, è destinata all'insignificanza, alla chiusura perenne; l'inferno è solitudine, ma di quella irrimediabile. La nostra vita personale è cristiana se è vissuta in comunione, con chi? Con Dio, con la Chiesa, non basta, prima ancora potrei dire, col no­stro corpo; quanti vorrebbero essere angeli, persone spirituali, e invece, basta star male e non possiamo più pregare, perché abbiamo mal di testa. Se non teniamo conto della guerra che ci fa il nostro corpo, non faremo molta strada. Consideriamo allora la nostra vita personale in comunione col corpo, con la creazione, con la sapienza, la storia, la società…

C'è, inoltre, da considerare la vita rela­zionale, non è che perché incontriamo persone dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina e anche di notte qualche volta (vedi telefonini), la nostra vita rela­zionale è per questo una vita di comunione, si tratta di vedere come la viviamo perché diventi vita di comunione, …vita rela­zionale in comunione. Con chi? Col mondo del lavoro, con la realtà del lavoro, con la realtà della famiglia e della comunità umana, con la realtà della Chiesa, intendendo per Chiesa, anche le altre Chiese e la Chiesa universale.

Dobbiamo considerare gli aspetti della vita quotidiana, le infinite dimensioni della comunione che siamo chiamati a vivere. Con questo non vi ho detto niente, vi ho detto solo i titoli.

Vorrei anche dirvi i criteri di ogni cosa, cioè qual è il criterio perché l'Amore bello diventi vero, si incarni nella nostra vita.

Non è, infatti, possibile scegliere l'Amore genericamente; siamo su questa terra, quindi, dobbiamo scegliere l'Amore in qualcosa di concreto; per prima cosa, dobbiamo individuare l'aspetto concreto in cui, in quel momento X della nostra giornata, dobbiamo incarnare l'Amore, perché, se nel momento in cui dobbiamo andare a letto ci mettiamo a fare la girandola o a ballare il minuetto, non viviamo in quel momento la scelta dell'Amore, perché tale scelta ci vedrebbe distesi sul letto, per essere in forma l'indomani mattina davanti al capufficio, sennò, se abbiamo danzato tutta la notte, saremo poi distesi sul tavolo del lavoro. Dobbiamo, quindi, per prima cosa, individuare l'aspetto concreto attraverso il quale Dio ci domanda in quel momento, in quell'ora X della giornata, di vivere l'Amore, questo dobbiamo essere in grado di farlo continuamente, come esercizio concreto.

Non basta, per poter incarnare l'Amore in quell'aspetto concreto, dobbiamo tener conto di tre dimensioni, costantemente sempre le stesse, solo così potremo parlare di messa in pratica dell'Amore, di incarnazione, sennò non c'è Amore; ecco quali sono, mettetevele in testa, ma proprio con decisione, ripetetevele; ecco le prime tre paroline che sarebbe bene scrivere sul vostro taccuino:

Incarnazione dell'Amore = condizioni: tre: luogo, tempo, modalità.

Vi spiego, cominciamo dal primo momento, dal primo atto d'amore, da cui comincia la nostra vita: la nostra nascita, avviene sempre in un luogo, in un tempo e con una modalità che può avere delle varianti, a seconda di come avvengono le cose: a casa, nella foresta vergine se siamo in Africa, in qual­che clinica, in modo inatteso, con una nascita difficile, facile, males­seri della mamma più o meno grandi, presenza, in quel momento, del marito oppure assenza per motivi di lavoro: modalità.

Luogo, tempo, modalità… tre condizioni che caratterizzano ogni nascita, così è tutto il resto.

L'Istituto religioso delle Suore del Bell'Amore è nato in un tempo, in un luogo, Palermo, e con una modalità che è la sua storia.

Se svolgo un lavoro, lo svolgo in un luogo: una città, un paese, un villaggio; in un tempo e con una modalità che fa sì, a volte, che io faccia degli scatti di carriera o venga retrocesso, quello dipende spesso dalla modalità.

Le leggi dell'incarnazione tengono conto quindi del luogo, del tempo e della modalità.

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