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L'Istituto e la spiritualità del Bell'Amore

In occasione dell'Oscar per la Cultura, l'Arte e il Turismo offerto alla Madre, a Messina, dall'Associazione Internazionale Amici della Sapienza e dal Centro giovanile Unesco siciliano, le sono state fatte alcune domande sulla nuova Fondazione; ecco il testo dell'intervista del 5 dicembre 2001.

1. Qual è l'opera più significativa dell'Istituto?

L'Istituto non si qualifica a partire da un'opera sociale o caritativa, pur essendo le religiose impegnate (anche con lavori e inserimenti qualificati) nelle strutture sociali ed ecclesiali, in ambiti diversi, e precisamente in quello sanitario, pastorale, assistenziale, nell'insegnamento, nell'accoglienza ai migranti e nell'impegno pastorale presso di loro, soprattutto a Monaco di Baviera. Più che opere proprie, l'Istituto ha delle attività proprie, che consistono nell'organizzare, all'interno delle sue strutture o altrove, incontri di vario tipo per agevolare la comunione tra le persone di varia età, nel rispetto di ogni distinzione, a cominciare da quella fondamentale: uomo-donna. La promozione della donna, il rispetto dei ruoli e delle funzioni di ogni persona nell'armonia dell'insieme, l'unificazione della persona umana e delle sue energie affettive e psico-fisiche, ordinate all'Amore, sono elementi fondamentali dell'itinerario formativo proposto dall'Istituto stesso a chiunque desideri percorrere un cammino di crescita spirituale ed umana, alla luce della spiritualità del Bell'Amore. 

Tale spiritualità e la visione della società, della cultura, dell'arte, del lavoro ad essa sottintesa sono il vero contributo, che l'Istituto vuol dare a chiunque desideri ritrovare, nella sua vita, quell'armonia, che solo l'apertura all'Amore, che è Dio, può dare.

In una società, che parla d'amore e crede di sapere cos'è l'amore, la nuova fondazione si pone come segno e sfida per ricordare che l'Amore spesso snobbato da tanti è, in realtà, la più grande aspirazione del cuore umano e insieme il più grande mistero.

Tutti sappiamo cosa non è l'Amore, ma cos'è l'Amore, meglio chi è l'Amore?

L'Amore è Dio stesso, l'uomo e la donna ne possono partecipare in Cristo redentore, trovando per questa strada la risposta alla più grande aspirazione della persona umana: VIVERE, VIVERE e non morire, vivere per sempre fino a risorgere con la propria carne.

Non di rado, anche inconsciamente, desideriamo una spiritualità, che dia spazio alle esigenze psico-fisiche del nostro corpo; desideriamo la salvezza davanti alle angosce e alle ansie di un mondo, che spesso ci minaccia.

In ciascuno di noi c'è un'ansia di bellezza, un bisogno di armonia, quasi paradiso perduto; non di rado è la Vergine Madre col Bimbo tra le braccia, che ispira i più grandi artisti; in Lei non c'è, probabilmente, soltanto la fonte di una devozione, spesso, sorpassata, ma il segreto di una vita nuova, che può condurre sul sentiero della pace i cuori dei singoli e l'umanità del terzo millennio.

2. Qual è il contributo specifico dell'Istituto delle "Suore del Bell'Amore"?

Il contributo specifico dell'Istituto è l'offerta di una spiritualità vivibile da tutti; essa educa alla convivenza e alla comunione, nel rispetto di tutte le distinzioni, promuove i valori della femminilità e sviluppa le energie vitali psico-fisiche della persona umana, in una prospettiva positiva e liberante.

3. Quali sono i punti fondamentali della spiritualità del Bell'Amore?

I punti cardini sono tre:

1. La comunione trinitaria.

Dio Trinità è un mistero, che non si può spiegare, né capire con la ragione, ma che si può, invece, comprendere e sperimentare col cuore e con la fede, fino a trovare in Lui il fondamento di una vera rivoluzione sociale, fondata su autentici rapporti di comunione tra persone, nazioni e popoli differenti.

2. Maria.

Maria non è solo una splendida statua messa in una nicchia, né un'immagine ricorrente nell'arte, né un ricordo nostalgico della pietà infantile, è, invece, la spiegazione più profonda della vocazione di ogni uomo e di ogni donna, che vive in questo mondo e può trovare in Lei il senso vero della sua vita: generare Amore e, ...se è cristiana...: generare, ancora oggi, Cristo nei e fra i cuori: Chiesa viva.

3. Il corpo umano.

Il corpo umano non è qualcosa di cui vergognarci, né un peso da portare dietro, né un oggetto di piacere, né un idolo edonistico, è, invece, la possibilità di partecipare all'esaltante mistero della redenzione, passando per la morte ormai abitata e trasformata da Cristo Crocifisso, in entrata nella Vita eterna.