P. M., in una lezione, ha detto che alla fine Cristo ricapitolerà in sé tutto, anche l'universo. Che bello! Anche don G., in un'omelia, ha detto che questa terra e questo cielo non saranno distrutti, ma trasformati.

L'altra sera mi è ritornato nell'anima Francesco, stiamo meditando e studiando la povertà. All'improvviso, mentre tornavamo a casa, mi è venuta in mente la figura del santo nudo, quando abbandona il padre, ho intuito in questo una pienezza di vita e di libertà. Qualche ora prima avevo dato a un povero quasi tutto quello che avevo nel borsellino restando con pochi spiccioli. Povertà e comunione col creato vanno insieme.

Ho letto, di recente, che "nulla è nostro e noi possediamo tutto: il Cristo…, il mondo e la creazione che noi riceviamo da lui come un dono del Padre celeste.