NOTIZIE 2020

“Un’Ave Maria per ogni continente”

E' ormai un acquisito teorico il contenuto dell’espressione: “La nostra casa è il mondo!” e che tutti gli uomini sono uguali in dignità, perché abitanti della stessa porzione di universo che chiamiamo Pianeta Terra. In questo tempo di emergenza Coronavirus, però, la Casa è diventata improvvisamente “piccola e stretta”, si sono ammalati i primi e per la vicinanza i secondi e poi i terzi… fino a raggiungere tutte le stanze, anche le più lontane e apparentemente inaccessibili.

Siamo più prossimi di quanto non immaginiamo tanto che gli avvenimenti di questi giorni sembrano gridare al mondo intero: “Siete fratelli, siete sorelle… figli e figlie di un unico Padre. Siete diversi eppure uguali. Siete un’unica famiglia, un unico corpo, quello di Gesù! E se un membro sta male tutte le membra soffrono e se un membro sorride, tutte le membra sono nella gioia”.

Ed è a partire da questa nostra verità e per strappare la grazia al Cielo che, nella comunità di Zafferana Etnea (CT), sono nate le iniziative di cui scriviamo.

 Da Zafferana

Un’Ave Maria per ogni continente”

Al mattino, sr. Ivana fa pervenire all’aiuto coordinatrice-catechesi della Parrocchia Santa Maria della Provvidenza, una email con indicate al suo interno l’intenzione di preghiera del giorno e uno Stato del Continente per cui pregare affidato ad ogni realtà (le varie classi dei bambini e ragazzi del catechismo).

L’ appuntamento per recitare la preghiera è dato per le ore 19.00, solo alla fascia dei gruppi di cresima sono stati affidati in modo alternato l’Antartide e l’Artide, e sempre un quartiere a giro della cittadina di Zafferana. L’email è poi girata tramite messaggio alle catechiste, che a loro volta lo trasmettono ai rispettivi gruppi.

 

“A Maria, Porta del Cielo”

 Per affidare a Dio, per intercessione del cuore materno della Porta del Cielo, le sorelle e i fratelli morti a causa del coronavirus, sr. Catena ha contattato telefonicamente cinque delle signore che partecipano al Punto luce; ha dato loro appuntamento alle 17.30 per recitare insieme nello stesso momento la preghiera del Rosario, a casa propria. A ciascuna abbiamo indicato i misteri precisi (gaudiosi, dolorosi…) ed anche il modo per recitarlo (decine, Gloria, O Gesù, L’eterno riposo, Maria porta del Cielo).

Sr Catena, il rosario del sabato, per un ritorno d’amore lo reciterà per i defunti di ognuna di loro e per quanti e quante cammin facendo si aggiungeranno.

Le signore hanno accolto con gioia questa particolare Catena di Rosario.

sr. Ivana

 

CON MARIA … MADRE DELLA SPERANZA

“Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16:23b-28), Gesù ce lo ha assicurato e noi crediamo che il Padre possa dare solo “cose buone ai suoi figli” e ci fidiamo, credendo che Dio sia presente già adesso come nostro Salvatore in questa situazione, questo lungo “sabato santo” segnato proprio dall’assenza dell’assemblea eucaristica è già certezza della domenica di Risurrezione. Il “sabato” prima della Domenica di Pasqua è, per l’appunto, l’unico giorno dell’anno in cui non ci si raduna per celebrare l’Eucaristia, è, per la tradizione, il giorno di Maria, primo germoglio della Chiesa, che custodisce la speranza. In questi giorni il cuore di noi tutti si rivolge a lei cercando fortezza, consolazione, coraggio, fiducia e ogni mamma sa quanta tenerezza le provoca un figlio che domanda e ogni figlio sa quanta tenerezza nasca negli occhi di una madre quando il suo piccolo la chiama.

Forse è normale, allora, sentire in questi giorni di tanti che si impegnano nella recita quotidiana del Rosario, riscoprendo questa antica ma sempre attuale preghiera, così come sentire intonare da qualche balcone un’“Ave Maria” o un canto tradizionale alla Madonna.

Ecco alcune delle esperienze che qualche comunità ci racconta:

Da Messina

Con le giovani ci siamo date due appuntamenti per recitare il Rosario, alle 16,00 e alle 22,30. Una delle signore che partecipa assiduamente al Punto luce ha organizzato, con altre signore nel quartiere dove vive, un Rosario "in balcone", con tanto di amplificatore in modo che tutti possano seguirlo e unirsi alla preghiera, con appuntamento giornaliero alle 17,00.

Noi confidiamo nella "Veloce Ascoltatrice" e nell'unità tra noi!

sr. Susanna

Da Roma

Tutti “spiritualmente” sintonizzati alle 15.30 per la recita della corona del Rosario. I partecipanti comunicano la loro adesione per mail o per telefono, sono adulti, ragazzi, bambini con le loro famiglie… si sono moltiplicati! La comunità alle 15.30 in punto inizia la sua preghiera in giardino davanti la grotta di Lourdes… in piena Roma, tra la Balduina e Monte Mario.

sr. Patrizia

Da Naso (ME)

L’esperienza del Rosario vivente delle giovani continua. coinvolgendo compagne che recitano con loro il mistero. Iniziative del genere si sono diffuse anche tra gli adulti qui a Naso e fuori, anche loro ci tengono aggiornate per email. Anche le bambine hanno iniziato!

sr. Emma

Da Palermo

Da Casa Madre ci si industria per incontrarsi quotidianamente alle 16 con dei giovani per la recita del Rosario, ad ogni mistero qualcuno condivide un’intenzione di preghiera. Puntualissimi ci si connette su una delle piattaforme che i più giovani abitualmente usano per l’Università o per la scuola, al termine ci si saluta dandosi appuntamento per il giorno dopo. Diversi giovani di varie città hanno già chiesto di unirsi.

sr. Daniela

CORRISPONDENZA DALL’OSPEDALE BUCCHERI LA FERLA

Ecco qualche notizia dall’Ospedale “Buccheri La Ferla” dell’Ordine dei Fatebenefratelli, struttura palermitana dove operano sr. Marianna Lilia, come coordinatrice infermieristica e sr. Anna Maria, animatrice spirituale nella cappellania.

I medici, gli infermieri, il personale sanitario, i tecnici , ma anche i cappellani, i volontari, in questi giorni sono chiamati ad un “di più”, in alcune zone, specialmente al nord Italia, la loro vita sembra rispondere alle parole di Gesù “Date loro voi stessi da mangiare”, anche più a sud non sono certo giorni normali. Il lungo applauso che alle 12 di due giorni fa si è levato dalle finestre e dai balconi di tutta Italia è un grazie che viene dal profondo del cuore di ciascuno ma anche segno del voler essere a fianco a coloro che stanno lavorando nelle strutture sanitarie, dando il proprio contributo che, in questo momento, significa anche fare di tutto per limitare i contagi.

Pubblichiamo allora qualche esperienza raccontata con qualche mail o con qualche messaggino.

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Carissima Madre, vengo ad aggiornarti della nostra avventura qui al Buccheri. "Siamo in guerra..!." ripeto ogni tanto, perché è veramente una battaglia non tanto contro un "virus sconosciuto", quanto contro tutte le fragilità umane che si manifestano in queste circostanze di emergenza. Noi qui cerchiamo di essere una presenza d'amore che,  insieme a tutti gli operatori,  cerca di trovare le strade per far fronte all'emergenza che investe tutta la struttura,  ma soprattutto il Pronto soccorso che è il primo filtro dell'ospedale. Non è facile! I primi che sono chiamati a dare il meglio di se stessi sono i "ragazzi" come li chiamo io, gli infermieri... che sono disposti a fare lunghi turni, che collaborano con sr. Marianna per lavorare al meglio, senza fare sprechi di presidi (che in questo momento sono preziosissimi), che cercano di mantenere fra loro un clima di serenità... in tutte le situazioni. Sr. Marianna cerca di rassicurare gli infermieri che non fanno che ringraziare per questo. Qualcuno controlla  twitter per vedere "cosa dice oggi la Madre" e affrontare la giornata. La preghiera del mattino, che facciamo giungere tramite il canale televisivo a tutti i pazienti ricoverati, è il sostegno che cerchiamo di fare arrivare a tutti; l'incoraggiamento agli operatori di tutti i reparti che continuano a lavorare per quei pazienti ricoverati con patologie cardiologiche, ortopediche o chirurgiche... e l'augurio alle mamme che danno alla luce i loro piccoli, principi e principesse nati in questo periodo di CORONAVIRUS […].  Sr. Anna Maria

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L'esperienza che facciamo qui è veramente unica, non so quando riuscirò a comunicarla. Gesù in mezzo è la prima terapia, Gesù Abbandonato l'innamorato che continuamente ci cerca che non vuole essere lasciato solo nemmeno un istante. Salutissimi, sr. Marianna Lilia

NOTIZIE DALLA LOMBARDIA. IL PUNTO LUCE CON “MEZZI DIVERSI”… MA SEMPRE PUNTO LUCE!

L’appuntamento del Punto luce continua a tenerci uniti nel cammino e ci si industria con mezzi nuovi messi a “servizio della comunione”. Anche in Lombardia si resta fedeli al consueto appuntamento mensile, per questa volta però Mariangela, medico che vive ed esercita la sua professione nel pavese, non raduna tutti a casa come di consueto ma online, supportata dalla “competenza” tecnologica dei ragazzi. Così sabato 7 marzo, diverse famiglie si sono incontrate dalle province di Pavia, di Milano, di Bergamo e anche da Torino. Tutti presenti, adulti e bambini, a “distanza di sicurezza”, ma tanto vicini da camminare insieme sulla via dell’Amore, rischiarata questa volta da un Punto luce sulla preghiera, vero “balsamo” in questo periodo.

L’incontro si è svolto come di consueto con la condivisione delle esperienze, la lettura del testo, l’ascolto dell’audio e un momento di scambio…

Non ci si ferma… in attesa di poterci finalmente incontrare di nuovo di presenza!

UNA FORESTA CHE CRESCE… L’AZIENDA SI FERMA, MA LA CORSA D’AMORE CONTINUA

Già, torniamo a raccontare qualcosa di bello che avviene in questi giorni, in cui si è preoccupati, è ovvio, ma anche molto focalizzati sulle cose veramente importanti. Le nuove misure adottate dal Governo sono abbastanza esigenti, ma la vita ci sta facendo una vera lezione di “bene comune”, e davanti alla custodia del dono della vita le nostre categorie si riorganizzano rapidamente, si concorda facilmente, anche se ciò impone dei sacrifici che non sono semplicemente l’impossibilità di fare una festa o un viaggio ma anche le incertezze davanti alla situazione economica e lavorativa, ma stavolta siamo insieme, milioni di italiani, insieme per riscoprire il valore della solidarietà, pronti a viverlo da cittadini del mondo, accorgendoci che attorno a noi c’è uno spazio “abitato”.

E i cristiani? “Né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera” (Lettera a Diogneto, V, 1-5).

E, proprio in questi giorni, non si può non ricordare che ogni nostro gesto è in relazione con gli altri, che in ogni situazione ci si può “guardare attorno”. Questa, ad esempio, è l’esperienza di un imprenditore amico che ieri ha telefonato, prendendo atto della situazione e accogliendo positivamente le disposizioni del governo deve chiudere la sua attività, ma ha delle grandi scorte alimentari e sa che, di questi tempi forse più che in altri, qualcuno potrebbe mancare del necessario. “Vi do la merce dei miei magazzini perché possiate condividerla!”. sr. Nunziella ha subito qualche idea. Dopo qualche ora sr. Antonella Luce è già, col ducato pronta alla spedizione, raggiunge l’azienda per l’appuntamento con questi “due amici” e insieme a loro (su vetture diverse) si dirige verso alla Missione Speranza e Carità, lì c’è sempre bisogno, ci si adegua alle misure igieniche per non lasciar morire nessuno di fame, la povertà, infatti, non va in quarantena. I fratelli della Missione sono tanti è un piccolo aiuto. Prima di arrivare alla Missione, però, c’era stata una piccola sosta in un monastero di clausura, dove le monache presentano incessantemente a Dio la loro preghiera per tutti noi, in questi giorni è bello che ci si ricordi di raggiungerle, e poi con un fratello che forse non aveva una casa in cui restare ma un po’ di fame, quella sì, e qualcosa da mettere sotto i denti è arrivato anche a lui!

Prima di lasciare la Missione sr. Antonella ha chiesto una preghiera ad un giovane africano che unendo le mani, dopo un momento di silenzio, le ha risposto: “Dio l’ha sentita (n.d.r. la preghiera)!”.

Piccoli germogli, virgulti, alberelli silenziosi e robusti di …una foresta che sta crescendo!

“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Isaia 43,19)

sr. Daniela – dalla comunità di Casa Madre

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